MATERIE PRIME: PERCHÉ AUMENTANO I PREZZI?

I primi a lamentarsene sono stati i costruttori edili, preoccupati di non pter far fronte agli impegni del Recovery Plan, ma non solo loro: l’aumento dei prezzi delle materie prime è un fatto che sta stressando svariati settori industriali, inclusi il settore della meccanica e del manifatturiero. Un riflesso, in parte imprevisto, della pandemia che ci stiamo lasciando alle spalle (si spera).

L’aumento dei prezzi delle materie prime nell’edilizia

All’aumento dei prezzi guarda con preoccupazione l’Associazione nazionale costruttori edili (ANCE) che ha spinto affinché il governo intervenisse velocemente sul problema, evitando così che si traducesse nel blocco generalizzato dei cantieri in corso e di quelli da aprire per onorare il recovery plan. Da giugno 2020 a giugno di quest’anno, infatti, secondo alcune stime effettuate dai costruttori, i prezzi del polietilene sono aumentati del 146%, il rame del 47%, il petrolio del 57%. Addirittura il ferro - acciaio necessario al cemento armato in alcuni casi fino al 230%.

Il Decreto Sostegni Bis e la norma per contenere l'aumento dei prezzi delle materie prime in cantiere

Lo scorso 14 luglio 2021 le richieste di ANCE sono state ascoltate: come emendamento al Decreto Sostegni bis, è stata approvata la misura che disciplina il caro dei materiali attraverso un meccanismo di revisione prezzi e l'istituzione di un apposito Fondo di 100 milioni di euro, da utilizzare per compensare l'aumento dei costi delle materie prime. Si tratta di un provvedimento di carattere eccezionale, in quanto è destinata ad introdurre un regime di compensazione straordinario, applicabile  unicamente ai lavori eseguiti e contabilizzati nel primo semestre 2021.

La norma dovrebbe sostenere l'edilizia, favorendo la ripartenza del settore e l'apertura di nuovi cantieri come già successo in ambito navale.

L’aumento dei prezzi nell’Industria meccanica

Anche Anima Confindustria nei giorni scorsi ha lanciato l’allarme, per il settore della meccanica e manifatturiero, legato sia all’aumento dei prezzi dei materiali che  dei costi di trasporto. Durante un webinar organizzato ad aprile, sono stati presentati i dati elaborati dall’Ufficio Studi Anima in collaborazione con Achille Fornasini, docente di Analisi tecnica dei mercati finanziari, relativi alle cause della crisi, analisi economica e possibili scenari futuri per il mercato di materie prime, petrolio, gas e polimeri. L’evento ha visto anche la partecipazione del London Metal Exchange. “Secondo le elaborazioni - avverte l’ufficio studi di Anima - il mercato sta vivendo attualmente una fase di profondo squilibrio, data da una forte crescita della domanda e da un'offerta che non riesce a farvi fronte. Ci si aspetta nel prossimo futuro una ripresa economica generalizzata, ma il problema continuerà a rimanere il prezzo delle materie prime: il rame, per esempio, potrebbe raggiungere il massimo storico già nei prossimi mesi. Per quanto riguarda il petrolio, crollato nel 2020 (-68%) e da allora risalito molto rapidamente (+203%), ci si aspetta che il suo prezzo possa assestarsi tra i 60 e i 75 dollari al barile. Preoccupano particolarmente il mondo della meccanica i prezzi dell’alluminio e dei prodotti piani d’acciaio, che difficilmente subiranno un significativo ribasso durante tutto il 2021 – e che sono aumentati rispettivamente del 18% e del 40% nel solo primo trimestre dell’anno”.

Alcune cause dell’aumento del prezzo delle materie prime

Le cause dell’aumento dei prezzi delle materie prime sarebbero diverse. Il fattore scatenante di questa oscillazione dei prezzi sarebbe senza dubbio il covid: dopo unAumento prezzi lamiera - Prezzo HRC Europa, $ per Ton crollo dovuto ai lockdown imposti un po' dappertutto, con l'allentamento delle misure la domanda globale è aumentata, e con essa i relativi prezzi delle materie prime, a dimostrazione che la crisi sanitaria ha avuto e ha un grande potere sull'andamento del mercato globale. Il tutto aggravato dal fatto che l’Europa ha abbandonato la produzione sia di base, sia quella ipertecnologica, lasciandola ai paesi asiatici dal basso costo della manodopera. Secondo Anima Confindustria “come avvenuto per molte delle materie prime e dei metalli in campo industriale, il mercato cinese – e asiatico in generale – ha fatto scorte strategiche di diverse commodity già durante il 2020, forte di un’economia in ripresa dalla pandemia in anticipo rispetto all’Europa e al Nord America, generando la contrazione dell’offerta che le nostre imprese stanno soffrendo proprio in questi mesi”.

 

 

Nell'immagine trend Prezzo HRC Europa, $ per Ton - secondo ultime analisi condotte da Propurchaser nel maggio 2021.

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