PIÙ SOLDI IN BUSTA PAGA CON IL TAGLIO IRPEF E LA RIFORMA FISCALE

La riduzione delle tasse per i redditi sotto i 55 mila euro, l’addio al bonus Renzi, la riduzione degli scaglioni IRPEF e tutte le novità della riforma fiscale a cui sta lavorando il governo Draghi

7 milioni di italiani: tanti sono i contribuenti interessati al taglio dell’IRPEF sul quale sta lavorando il Governo Draghi. Si tratta di un provvedimento che si inserisce all’interno di una più vasta riforma del fisco e che in questo caso riguarda soprattutto i redditi  tra i 28 mila e i 55 mila euro, cioè il vecchio ceto medio,  maggiormente penalizzato dall’attuale struttura delle imposte.  Come si legge nella bozza, presentata da Luigi Marattin e Luciano D’Alfonso, e sulla quale dovrà esprimersi il governo, «per i soli lavoratori dipendenti, la media delle aliquote marginali effettive supera il 40% già intorno ai 17 mila euro di reddito» e per «oltre il 20% dei lavoratori dipendenti occupati da almeno 12 mesi» le aliquote marginali effettive sono «superiori a quella massima legale (43%)».

Il taglio dell’IRPEF sui redditi tra 28 mila e 55 mila euro

Per i contribuenti del cosiddetto terzo scaglione nella fascia 28-55 mila euro si parla dunque di un taglio sensibile delle tasse. I soldi per verrebbero, in parte, da una riduzione del numero delle agevolazioni fiscali, che saranno impiegate per diminuire l’aliquota media effettiva Irpef. Ma i dettagli non si conosceranno prima della fine di luglio 2021, quando verrà presentato il testo definitivo, che, oltre alla revisione dello scaglione IRPEF, prevede a livello fiscale tantissime novità.

Anticipazioni dalla riforma dell’IRPEF

  1. Riduzione degli scaglioni, da 5 a 3 
    Stabilito l’obiettivo della riduzione delle tasse ad oggi diverse sono le ipotesi su come raggiungerlo: la maggioranza dei partiti sembrerebbe optare per la riduzione del numero degli scaglioni IRPEF dagli attuali 5 a 3. Ma nella bozza, in subordine, si parla anche di “progressività continua” su modello tedesco.

  2. Sparisce il Bonus Renzi
    La revisione delle aliquote e detrazioni per tipologia di reddito, dovrebbe portare anche all’assorbimento degli interventi del 2014 e del 2020 riguardanti il lavoro dipendente , tra cui il cosiddetto Bonus Renzi.
     

  3. Il reddito minimo esente IRPEF
    Nel documento all’esame del governo si prevede anche l’introduzione di un minimo esente senza obbligo di dichiarazione per i contribuenti i cui redditi si collocano sotto una determinata soglia.
     

  4. Vantaggi per i contribuenti leali
    Nella riforma fiscale 2021 oltre al taglio dell’IRPEF dovrebbe essere anche previsto “un meccanismo strutturale di premialità per i contribuenti leali, che non ha avuto adeguata realizzazione, per citare solo un esempio, nel caso degli Indici Sintetici di Affidabilità Fiscale (Isa)”. In pratica non ci dovrebbero essere sanzioni per chi non paga le tasse «per errore o per grave carenza di liquidità». L’attività di riscossione, si legge, «deve andare incontro a una vera e propria `rivoluzione manageriale´, in grado di superare l’approccio meramente formale e virare verso una gestione del processo produttivo interamente concentrata su efficienza ed efficacia».

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